Fotovoltaico a Ca' Bianca: quando la transizione ecologica fa bene al territorio e smentisce i falsi miti
Con la recente conclusione dell’iter autorizzativo regionale del progetto "Ca' Bianca" a est di Adria (24,9 MWp di potenza nominale autorizzata)
Come associazione ambientalista, ribadiamo da sempre una linea chiara: la transizione ecologica e la fuoriuscita dai combustibili fossili non sono negoziabili, ma vanno perseguite con rigore progettuale, rispetto degli strumenti urbanistici e ricadute dirette e tangibili per le comunità locali.
Troppo spesso la discussione pubblica sul fotovoltaico scivola in slogan precotti: "consuma suolo fertile", "rovina il paesaggio", "inquina l'acqua" o "è solo speculazione senza ritorni per il territorio". L'analisi puntuale degli elaborati tecnici e della convenzione urbanistica legata a Ca' Bianca dimostra invece come un impianto ben congegnato possa essere un modello di sostenibilità a 360 gradi.
Il mito del «suolo agricolo sottratto»: un'area già industriale
L'obiezione più ricorrente riguarda la presunta "sottrazione di suolo agricolo di pregio".
Nel caso di Ca' Bianca la realtà amministrativa e urbanistica è radicalmente diversa: l’impianto insiste all’interno dell’ATO 1.5, un comparto che il Piano di Assetto del Territorio (PAT) e il Piano degli Interventi del Comune di Adria hanno classificato e destinato a zona industriale/produttiva (Zona D)
Se non vi fosse il solare, quell’area sarebbe prima o poi destinata a capannoni industriali, asfalto, piazzali per la logistica e impermeabilizzazioni irreversibili. L’impianto fotovoltaico agisce all'opposto: mette in sicurezza e "congela" il suolo per i 30 anni della sua vita utile

Un rendering del progetto 
L'area di intervento su una vecchia ortofoto
Più sicurezza idraulica e zero chimica nell'acqua
In una terra delicata di bonifica e scolo meccanico come il Basso Polesine, la tutela delle acque è prioritaria
Zero inquinamento di falda: Le periodiche operazioni di lavaggio dei moduli avvengono con carribotte utilizzando esclusivamente acqua demineralizzata, senza alcun detergente chimico
. Prevenzione del rischio allagamenti: Anziché impermeabilizzare, il progetto introduce un robusto presidio idraulico realizzando 4 bacini di laminazione dedicati per complessivi 21.633 metri cubi di invaso
. Le acque meteoriche saranno invasate e scaricate a portata controllata (5 l/s*ha) verso lo Scolo Manin tramite valvole a clapet , migliorando l'equilibrio idraulico complessivo dell'area .
Corridoi biologici e buio notturno tutelato
L'impianto si inserisce nel paesaggio con una progettazione agronomica specialistica: 3 chilometri di fasce mitigative a verde a doppio filare (per circa 2,7 ettari complessivi e oltre 1.500 piante messe a dimora)
Vengono utilizzate esclusivamente essenze autoctone tipiche del querco-carpineto di pianura (sanguinello, nocciolo, frangola, spincervino, ligustro, pallon di maggio, sambuco)
Anche il cielo notturno è salvaguardato: in accordo con la L.R. 17/2009, non è prevista illuminazione notturna permanente
La compensazione: 250.000 € per riqualificare la scuola media "Buzzolla"
Uno dei punti qualificanti dell'accordo tra Comune di Adria e proponente (ai sensi delle Linee Guida FER, D.M. 10/09/2010) è l'Allegato C12 al decreto regionale, che trasforma l'impianto in un beneficio pubblico tangibile
Un budget interamente a carico della società: OPR SUN 4 S.r.l. finanzierà e realizzerà direttamente a propria cura e spese interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico per un importo di 250.000 euro (al netto di IVA e spese tecniche)
. L'edificio individuato: Le opere interesseranno la Scuola media annessa al Conservatorio Musicale "Antonio Buzzolla"
. Gli interventi previsti: Installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura dell'edificio scolastico, coibentazione termica del tetto e sostituzione integrale dei serramenti/infissi
. Tempi certi: I lavori sulla scuola dovranno partire entro 6 mesi dall'avvio del cantiere del campo fotovoltaico
. I proventi della transizione energetica andranno così a tagliare le bollette comunali e a rendere più confortevole e sostenibile un plesso scolastico ed educativo storico della città .
La nostra proposta: agganciare il solare alla CER "Porta del Delta"
Con una produzione stimata di oltre 36.500 MWh/anno, Ca' Bianca eviterà il rilascio in atmosfera di oltre 12.800 tonnellate di CO2 ogni anno
Sul nostro territorio è nata la Comunità Energetica Rinnovabile "Porta del Delta", promossa per coinvolgere i cittadini, le attività produttive e le amministrazioni dell'area (tra Adria, Cavarzere, Corbola e Papozze) nella condivisione dell'energia pulita e nella lotta contro la povertà energetica.
La normativa consente l'interazione tra configurazioni di autoconsumo diffuso e impianti rinnovabili allacciati alla medesima cabina primaria. La nostra proposta all'Amministrazione comunale e al gestore dell'impianto è chiara:
Coinvolgere la scuola media "Buzzolla" – una volta dotata dell'impianto fotovoltaico su tetto grazie alla compensazione – come nodo produttore/consumatore (prosumer) attivo all'interno della CER "Porta del Delta"
. Valutare forme di convenzionamento con il parco di Ca' Bianca, affinché parte dell'energia prodotta o quote di energia condivisa possano alimentare la CER locale. In questo modo, l'energia solare generata nei campi di Adria non si limiterebbe a viaggiare sulla rete nazionale ad alta tensione, ma contribuirebbe a calmierare direttamente le bollette delle famiglie, delle piccole imprese e delle fasce sociali più deboli del nostro territorio.
Conclusione
Opporsi ai grandi impianti solari per principio significa condannarsi al fossile e lasciare spazio alla speculazione edilizia tradizionale. Quando un progetto rispetta la pianificazione, tutela le matrici idriche, arricchisce la biodiversità e restituisce risorse concrete alle scuole della città, la transizione ecologica diventa un'opportunità reale. Ci auguriamo che le piantumazioni, i bacini di scolo e i cantieri alla scuola Buzzolla vengano eseguiti a regola d'arte, nell'augurio che l'energia del sole diventi sempre più un bene comune dei cittadini del Delta
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