Post

Ultimi post dal nostro blog

Fotovoltaico a Ca' Bianca: quando la transizione ecologica fa bene al territorio e smentisce i falsi miti

Immagine
Con la recente conclusione dell’iter autorizzativo regionale del progetto "Ca' Bianca" a est di Adria (24,9 MWp di potenza nominale autorizzata) , torna al centro del dibattito locale il tema dei grandi impianti solari a terra. Come associazione ambientalista, ribadiamo da sempre una linea chiara: la transizione ecologica e la fuoriuscita dai combustibili fossili non sono negoziabili , ma vanno perseguite con rigore progettuale, rispetto degli strumenti urbanistici e ricadute dirette e tangibili per le comunità locali. Troppo spesso la discussione pubblica sul fotovoltaico scivola in slogan precotti: "consuma suolo fertile" , "rovina il paesaggio" , "inquina l'acqua" o "è solo speculazione senza ritorni per il territorio" . L'analisi puntuale degli elaborati tecnici e della convenzione urbanistica legata a Ca' Bianca dimostra invece come un impianto ben congegnato possa essere un modello di sostenibilità a 360 gradi. I...

Il miraggio dell’interesse pubblico: quando la rendita privata cancella il suolo agricolo

Immagine
In Veneto, una delle regioni più cementificate d’Italia, il consumo di suolo continua a essere trattato come una risorsa inesauribile da barattare anziché come un bene comune non rinnovabile da tutelare. L’ultimo capitolo di questa deriva si è consumato nell’aula del Consiglio Comunale di Adria con l'approvazione della Variante parziale n. 2B al Piano degli Interventi (Delibera di C.C. n. 56 del 15 luglio 2026). Il bilancio dell'operazione? Altri 3.560 metri quadrati di terreno agricolo cancellati lungo per fare spazio a un nuovo fabbricato commerciale, direzionale e artigianale. Il tutto celebrato dall'amministrazione come il segno di una «città viva». Ma viva per chi? parte del parere VAS espresso in Regione   l'area oggetto di intervento, prossima alla rotonda SR 495 La legge tradita: l’interesse pubblico non è una voce di bilancio La Legge Regionale del Veneto n. 11/2004 (all’art. 6, comma 1) parla chiaro: gli accordi di pianificazione tra Comuni e soggetti privati ...

Dov'è l'assessore all'ambiente?

Immagine
  Ad Adria la gestione del verde pubblico ha ormai assunto i contorni di una farsa amministrativa, dove le motoseghe precedono il pensiero ecologico e dove la figura dell'Assessore all'Ambiente è diventata, nei fatti, un fantasma istituzionale privo di voce, visione e peso politico. Basta sfogliare la rassegna stampa locale per rendersene conto: è sempre e solo il Sindaco a intestarsi annunci, sopralluoghi e decisioni operative, spiegando a mezzo stampa di voler «affidare a un agronomo il compito di valutare come ridurre le chiome più imponenti». Basta però leggere gli atti ufficiali del Comune per accorgersi che le parole usate sui giornali non trovano alcun riscontro nei fatti. La Determina 774: la sentenza scritta prima della perizia Prendiamo la Determina n. 774 del 12/05/2026 del Dipartimento Lavori Pubblici ed Ambiente. L'Amministrazione intende installare pannelli fotovoltaici sulla copertura di una palestra scolastica e rileva la presenza di 6 alberature ad al...

Cittadinanza attiva o delega dell'amministrazione? Il caso dei veicoli abbandonati

Immagine
Il sindaco di Adria, Massimo Barbujani, invita spesso i cittadini a collaborare per mantenere la città pulita, rispettando le regole per la raccolta dei rifiuti e curando il decoro urbano del centro storico e dei quartieri. Un invito che condividiamo: ottimo, a questo proposito, l'articolo di Marco Doati "Cittadinanza attiva o delega dell'amministrazione? Il delicato equilibrio per la cura di Adria" ( leggilo qui ). Come Legambiente abbiamo organizzato tante iniziative di pulizia e sensibilizzazione, e continueremo a farlo. Ma c'è un punto che vogliamo chiarire, perché genera spesso confusione: ci sono cose che i volontari non possono fare , non per mancanza di buona volontà, ma perché la legge non lo consente. I limiti del volontariato I volontari non sono manovalanza gratuita, e non hanno la forma giuridica per intervenire in situazioni che la legge affida a personale di altri enti, dotato di risorse, mezzi e preparazione specifica. Ricordiamo inoltre che...

La macchina elettrica di Nonna Papera

Immagine
Quando il futuro era già arrivato (e poi lo abbiamo dimenticato) C'è un dettaglio che sfugge a molti lettori dei fumetti Disney: la vecchia auto, alta e un po' buffa su cui Nonna Papera sfreccia per le vie di Paperopoli non è un'invenzione fantasiosa dei disegnatori. È il ritratto fedele di un'auto elettrica realmente esistita, prodotta più di cento anni fa. I disegnatori Disney, per dare a Nonna Papera un mezzo coerente con il suo personaggio "d'altri tempi", si ispirarono ai veicoli elettrici prodotti negli Stati Uniti nei primi decenni del Novecento, in particolare al modello della Detroit Electric, una delle case automobilistiche elettriche più affermate dell'epoca. Una Detroit Electric d'epoca — il modello che ispirò i disegnatori Disney Ha dell'incredibile, oggi, pensare che queste auto fossero già diffuse agli inizi del secolo scorso: silenziose, senza cambio manuale, semplici da avviare (niente manovella, a differenza delle auto a benzi...