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Ultimi post dal nostro blog

Aiuole al contrario: perché il futuro delle nostre strade è "più in basso"

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Perché un'aiuola deve essere sopraelevata rispetto alla sede stradale? Forse perché siamo abituati a vederla così, come una barriera oltre la quale un'auto "non può salire". Ma oggi, è la scelta più ragionevole che si possa fare? Proviamo a ragionarci su... In tante realtà europee si stanno diffondendo i "rain garden" o giardini della pioggia: si tratta di avvallamenti vegetati, leggermente incassati rispetto al piano stradale, pensati per raccogliere e trattenere l'acqua piovana invece di scaricarla il più in fretta possibile nelle fognature. È un piccolo capovolgimento di prospettiva che nasconde un cambiamento culturale enorme: dal "portare via l'acqua" al "tenerla dove serve". Come funziona un giardino della pioggia Dal punto di vista tecnico, un rain garden non è altro che una depressione del terreno, spesso priva di cordolo rialzato, collegata idraulicamente alle superfici impermeabili circostanti (strada, marciapiede, tetti...

L'effetto serra da CO₂: dalla fisica molecolare al segnale isotopico

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Lanciamo una nuova rubrica di divulgazione. L'immagine di apertura è volutamente ironica: troppo spesso il dibattito pubblico sul clima, sulla transizione energetica, sulla sostenibilità si arena su affermazioni sbagliate, semplificate o strumentali, che trovano terreno fertile proprio dove la conoscenza scientifica fatica ad arrivare. Articolo dopo articolo, affronteremo vari temi con un approccio rigoroso ma accessibile, fedele alla letteratura scientifica e al consenso dei principali organismi internazionali. Perché, per noi, la complessità non è un ostacolo alla comprensione. Stay tuned! L'effetto serra da CO₂: dalla fisica molecolare al segnale isotopico Come può una concentrazione così bassa avere un effetto così grande? La CO₂ è oggi presente in atmosfera a circa 422 ppm, ovvero lo 0,042% dell’aria: una quota apparentemente irrisoria. Eppure è sufficiente a spostare l’equilibrio termico dell’intero pianeta. Il punto non è la CO₂ da sola, ma il sistema di retroazioni che ...

Accumulo energetico: la chiave per un'Italia davvero rinnovabile

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L'autorizzazione del grande impianto BESS di Loreo segna un passo avanti importante. Ma cosa sono questi sistemi e perché ne abbiamo bisogno? A Loreo, in provincia di Rovigo, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha recentemente dato il via libera definitivo a un impianto di accumulo elettrochimico da 130 megawatt. Si tratta del progetto proposto dalla società EG Orchidea, il più grande tra i sette decreti direttoriali MASE che a marzo hanno autorizzato complessivamente 467 MW di nuovi sistemi di accumulo elettrochimico. Si chiama BESS — Battery Energy Storage System — e rappresenta uno dei progetti di stoccaggio energetico più significativi autorizzati in Italia negli ultimi anni. Una notizia che per noi di Legambiente merita attenzione e riflessione, perché tocca uno dei nodi centrali della transizione energetica del nostro Paese. Cosa sono i sistemi di accumulo a batteria Un impianto BESS è, nella sua essenza, una grande batteria collegata alla rete elettri...

Sessantadue pini sani abbattuti e le sostituzioni già secche

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Una storia di verde distrutto e denaro pubblico speso male. Corso Garibaldi. Sessantadue pini, un doppio filare abbattuto nell'ambito di un progetto di riqualificazione urbana che il Circolo Legambiente Adria-Delta del Po aveva contestato, documentazione alla mano, prima che i lavori cominciassero. L'amministrazione comunale era andata avanti lo stesso, convinta delle proprie ragioni. Fin qui, una storia già sentita: cittadini che protestano, giunte che tirano dritto. Normale dialettica democratica, si direbbe. Ma quello che è successo dopo merita una riflessione ben più amara. Le nuove piante? Molte sono già morte. I lavori sono terminati. Il verde di sostituzione è stato messo a dimora oltre un anno fa. Peccato che una parte significativa delle nuove piante sia già secca, morta, ridotta a stecchi che non promettono nulla di buono. E quelle che ancora resistono? Molte sono danneggiate. Compromesse nel punto più delicato, il colletto radicale, compromesse da tagli d'erba e...

Sindaca di Rovigo e trivelle in Adriatico: tre errori che non si possono ignorare

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Valeria Cittadin ha scelto di non marciare con gli altri trenta sindaci del Polesine contro le trivellazioni nell'Alto Adriatico. La sua giustificazione — il gas come strada verso l'autosufficienza energetica — non regge a un esame di cinque minuti. Ecco perché. Adria, 4 marzo 2026 Il 21 febbraio scorso, oltre trenta sindaci del Polesine sfilavano ad Adria in un fronte comune contro le trivellazioni nell'Alto Adriatico. Il comune capoluogo era assente. La sindaca Valeria Cittadin ha poi spiegato la sua scelta con una posizione che ha isolato Rovigo dal resto del territorio: le estrazioni di gas, ha detto, potrebbero essere una strada percorribile verso l'autosufficienza energetica nazionale — purché non causino subsidenza. E comunque, ha aggiunto, c'è bisogno di abbassare il costo dell'energia per le imprese. È una posizione che va smontata punto per punto. Non per polemizzare, ma perché si fonda su tre errori fatali — uno aritmetico, uno di meccanismo di mercat...