Il Grande Fiume non è un canale di scolo: la fobia degli isolotti e l'illusione del dragaggio
L’allarme ciclico sollevato da certa stampa locale e sedicenti "paladini del territorio" a proposito dell’isolotto comparso sotto il ponte tra Adria e Corbola ripropone una narrazione ormai logora : quella che scambia la naturale dinamica di un fiume vivo per «incuria» e individua nel dragaggio e nell’eradicazione della vegetazione la panacea contro il rischio alluvionale . Basta tuttavia allargare lo sguardo a una vista satellitare dell'asta fluviale per smontare la narrazione . L’isolotto cerchiato in rosso sotto il ponte non è un’anomalia mostruosa: lungo lo stesso tratto di Po, tra meandri e rettifili, sorgono decine di formazioni analoghe, barre di sedimenti consolidate e colonizzate dalla vegetazione ripariale (le stesse evidenziate in verde sulla mappa) . Perché quelle non fanno notizia e quella sotto il ponte sì? Semplicemente perché quella sotto il ponte è visibile dal finestrino dell’auto anche all'automobilista o passeggero più distratto , trasformandosi n...