La macchina elettrica di Nonna Papera
Quando il futuro era già arrivato (e poi lo abbiamo dimenticato)
C'è un dettaglio che sfugge a molti lettori dei fumetti Disney: la vecchia auto, alta e un po' buffa su cui Nonna Papera sfreccia per le vie di Paperopoli non è un'invenzione fantasiosa dei disegnatori. È il ritratto fedele di un'auto elettrica realmente esistita, prodotta più di cento anni fa. I disegnatori Disney, per dare a Nonna Papera un mezzo coerente con il suo personaggio "d'altri tempi", si ispirarono ai veicoli elettrici prodotti negli Stati Uniti nei primi decenni del Novecento, in particolare al modello della Detroit Electric, una delle case automobilistiche elettriche più affermate dell'epoca.
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| Una Detroit Electric d'epoca — il modello che ispirò i disegnatori Disney |
Ha dell'incredibile, oggi, pensare che queste auto fossero già diffuse agli inizi del secolo scorso: silenziose, senza cambio manuale, semplici da avviare (niente manovella, a differenza delle auto a benzina dell'epoca). Proprio per questo erano molto apprezzate dalle signore borghesi, che non dovevano più affidarsi a un autista per la manovella di avviamento — un dettaglio che nell'immaginario Disney si riflette perfettamente nel personaggio di Nonna Papera, indipendente e a bordo del proprio mezzo. Persino Thomas Edison, che lavorava allo sviluppo di batterie più performanti, fu fotografato accanto a una di queste vetture.
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| Nonna Papera e il suo leggendario veicolo del 1902 ispirato alla celebre vettura pionieristica Detroit Electric. |
Dal fumetto al museo: la Baker Rauch & Lang del Nicolis
Chi volesse vedere dal vivo una "cugina" della macchina di Nonna Papera non deve andare troppo lontano da noi. Al Museo Nicolis di Villafranca di Verona, a pochi chilometri dal Lago di Garda, è esposta una Baker, Rauch & Lang "Double Drive Coach" del 1919 — un'auto elettrica americana, nata dalla fusione fra due delle più prestigiose case costruttrici del settore, la Baker e la Rauch & Lang. Il modello era equipaggiato con un motore a corrente continua da 80 Volt, capace di erogare circa 11 cavalli e di raggiungere una velocità massima di 38 km/h. Il museo stesso segnala ai visitatori che Nonna Papera, nei fumetti Disney, guidava un'auto molto simile a questa.
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| La Baker Rauch & Lang del 1919, Museo Nicolis di Villafranca di Verona (foto: sito ufficiale del museo, museonicolis.com) |
Non è un pezzo da vetrina polverosa: Luciano Nicolis, il collezionista che ha fondato il museo, era così affezionato a questa vettura da guidarla personalmente per le vie di Villafranca ancora negli anni 2000, per dimostrare che, a distanza di oltre ottant'anni dalla sua costruzione, funzionava ancora perfettamente.
Perché raccontarlo su un blog di Legambiente
Questa non è solo una curiosità da appassionati di motori d'epoca. È un promemoria utile per chi, come noi, si occupa di comunicare la transizione ecologica: l'auto elettrica non è una novità del 2020. È una tecnologia che esisteva già più di un secolo fa, che fu poi accantonata per decenni a favore del motore a combustione interna — per ragioni legate soprattutto al costo del petrolio, all'autonomia delle batterie dell'epoca e a scelte industriali, non certo per un'inferiorità intrinseca del principio.
Il fatto che un pezzo di questa storia sia arrivato fino a noi attraverso un fumetto per bambini, prima ancora che nei libri di storia della tecnica, dice qualcosa di bello sul potere della cultura popolare nel tramandare (magari senza volerlo) pezzi di storia della sostenibilità. Ogni volta che qualcuno visita il Museo Nicolis e scopre che "l'auto di Nonna Papera" è vera, si porta a casa anche un pezzetto di consapevolezza in più su quanto la mobilità elettrica affondi le sue radici nel passato.
Il Museo Nicolis di Villafranca di Verona (a pochi minuti da Verona e dal Lago di Garda) merita una visita: non solo per la Baker Rauch & Lang, ma per l'intera collezione di oltre 200 auto d'epoca che raccontano l'evoluzione della mobilità nel Novecento.



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