giovedì 24 aprile 2014

Allarme polietilene nella raccolta dell’ umido

Allarme polietilene nella raccolta dell’ umido e dispersione rifiuti sul territorio.

Di Griso Mario, 
Ormai sono numerosissime le segnalazioni pervenuteci sulla dispersione dei rifiuti nel territorio, frutto di un nuovo e molto discutibile indirizzo nella gestione della raccolta rifiuti.

Con riferimento alla raccolta della frazione umida, il circolo Legambiente di Adria e parte della cittadinanza, pongono alcune domande al gestore della raccolta dei rifiuti Ecoambiente e precisamente:

-come mai da circa due mesi, guarda caso in concomitanza con l’esaurimento per le famiglie della dotazione dei sacchi biodegradabili, si raccoglie la frazione umida, anche se conferita in sacchi di polietilene, solitamente sono i sacchetti che si usano nell’acquisto di frutta e verdura, materiale non biodegradabile e altamente inquinante.

- come mai fino allo scorso anno detti conferimenti erano giustamente considerati non idonei e l’operatore ecologico non li prelevava, lasciando un avviso con cui si spiegavano le motivazioni, mentre ora tutto viene silenziosamente raccolto?  Forse, per non scatenare il risveglio di una protesta non certo addomesticata.

-quali sono i costi per una preliminare operazione di bonifica dovendo separare l’umido dai sacchi in polietilene e conseguentemente anche dai sacchi biodegradabili , la risultante poltiglia formata da brandelli di sacchi in polietilene e mater-bi che strada prenderà, forse in discarica o all’ inceneritore,  con un ulteriore costo aggiunto, il tutto in netto contrasto con le motivazioni che raccomandano l’utilizzo dei sacchi  biodegradabili.

Tutto questo è la mera conseguenza delle nuove decisioni prese dal Consorzio RSU, Comune di Rovigo e dal braccio operativo Ecoambiente  che approfittando della poca attenzione o del  beneplacito di alcune Amministrazioni Comunali, hanno deciso di diminuire le frequenze dei prelievi di alcune tipologie di rifiuto e di non fornire i sacchi biodegradabili in nome di un fantomatico risparmio per la cittadinanza, che dalle ultime notizie parse sui giornali si tradurrebbe mediamente da euro 5,oo a euro10,00 per nucleo famigliare; non dimentichiamo che attualmente ogni nucleo fam. dovrà spendere al supermercato minimo euro 10.00 per il fabbisogno annuo di sacchi biodegradabili.


 La situazione creata ha incentivato il ritorno a comportamenti incivili da parte dei soliti “ineducati” e rischia di azzerare anni e anni di sforzi e buona volontà profusa da tanti cittadini nel’educarsi ad un comportamento civile e rispettoso verso l’ambiente e la comunità tutta.

Legambiente Delta del Pò