lunedì 30 settembre 2013

Inquinamento nel Delta a processo.

Enti locali rinunciano ad essere parte civile contro Enel.

Il motivo grave, per cui le associazioni ambientaliste rimangono parte civile nel processo contro Enel è evidente: se le accuse, risulteranno vere, abbiamo il dovere di denunciare l’inquinamento, non solo come un atto di inciviltà, ma anche una totale mancanza di rispetto verso le comunità. L’inquinamento è contro il bene comune e la salute di tutti gli uomini, oltre che all’ambiente. Il diritto di vivere senza qualcuno che ti avveleni è sacro. Rispetto del territorio, è questo che si vuole affermare restando parte lesa civile.
Il Circolo di Legambiente Delta del Po, esprime la sua totale disapprovazione e sconcerto sulle argomentazioni che i rappresentanti delle varie Amministrazioni Comunali di Ariano Polesine, Corbola, Loreo, Porto Viro, Taglio di Po, hanno fornito a giustificazione della loro rinuncia tombale a continuare ad essere parte civile nel processo contro Enel.
Cari amministratori, questo era e dovrebbe essere il vostro dovere nel difendere, salvaguardare la dignità e la salute dei cittadini che voi rappresentate. Anche l’ente parco preferisce denaro in euro e vende le possibilità di futuro, come la biodiversità, il turismo, l’agricoltura e la pesca sostenibile, un Parco che nelle sue parti migliori sono vietate al turismo come le valli, ma aperte solo ad una caccia di elit.
Quante volte ci siamo chiesti: quanti posti di lavoro andranno perduti in cambio di pochissimi lavoratori addetti alla centrale a carbone futura. Come mai tutte queste rappresentanze della società rinunciano alla difesa dei loro cittadini per 30 denari? Inutile pensare che alle prossime elezioni, sul nostro territorio, molti cittadini riterranno inutile andare a votare, ma forse è proprio questo l’effetto che si vuole ottenere, una classe di apatici che vuol rendere apatica anche la gente di questo territorio. Non possiamo continuare ad accettare gli affari di pochi e vedere danneggiare le attività che sono consolidate, come turismo, agricoltura e pesca, dall’inquinamento, che è quello del passato, ma anche quello del futuro. L’ambiente va conservato e difeso con norme attive e se necessario  drastiche, purchè non si vada in tal modo a infliggere gravi danni agli uomini di oggi e di domani.
L’ambiente può essere utilizzato per il soddisfacimento dei bisogni umani nella misura in cui gli svantaggi e i danni per l’uomo e la natura non risultino essere maggiori dell’utilità derivante dall’utilizzo dei beni naturali e finché non viene intaccata la possibilità di sopravvivenza dell’umanità.
Articolo del Circolo Legambiente Delta del Po.